Cera una volta

Cera una volta

Cera una volta

Molte volte, mi son detto tra me “ Come sarebbe bello scrivere una storia!”
“Una storia? “ mi son risposto “ che banalità ! E come vorresti cominciarla?”
“ Una storia comincia sempre con “ c’era una volta”, non credi?” ho replicato a me stesso .
“ Ecco, lo sapevo , un’altra delle tue inutili idee… Una storia! E che cominci con “c’era una volta” , per giunta! Che idiozia ! quanto sei poco originale ! Lo sapevo che con te non dovevo starci!”

Mi dovetti dar ragione : molte, troppe , anzi, direi proprio tutte le storie cominciano con c’era una volta … Ma la mia è una storia speciale! Devo assolutamente raccontarvela ! Vedrete, non vi annoierete!
Poiché è una storia speciale, comincerà in un modo speciale ( così la parte brontolona di me stesso non potrà ribattere) Ebbene ….

Cera una volta . E cera due volte . Quando , per la terza volta , la candela sgocciolò sulla mano di chi la manteneva, costui non poté che cacciare un urlo di dolore. La persona in questione era un povero ladruncolo che avanzava a tentoni nel fitto buio di una chiesa. Era guidato solo dalla tenue luce di una candela, la quale , come se non bastasse!, si permetteva anche di bruciargli la mano.
“Che scostumata!” disse sottovoce, come per non farsi udire da nessuno. La cosa, comunque, era abbastanza inutile, poiché chiunque si fosse trovato nelle vicinanze si sarebbe già accorto della presenza del ladro a causa dell’urlo di poco prima. Ed in effetti …

“ Chi è che osa disturbare in casa mia?” disse all’improvviso una voce bassa e possente. Al furfante venne un colpo al cuore. La voce sembrava anche un po’ assonnata, ma di questo il ladro non si rese conto, spaventato com’era .
“ Casa tua?” rispose, tremando” M-ma questa non può esser casa tua: le chiese non son di nessuno , si sa!
“ Chi è che sa cosa?” Disse la voce possente ma assonnata “ Tutti sanno che questa qui è la casa del Signore!”
“Signore? E che signore? Forse un ricco signore ? Un aristocratico , intendete dire? Io di signori non ne conosco , non sono che un povero cristiano … E poi che ci farebbe un signore in una chiesa??”
“ Io non sono un signore! Io sono il Signore”
“ Continuo a non capire” disse il ladro , che stava cominciando a stancarsi .
“ Sono Dio, insomma!” disse la voce, spazientita
“DIO?? Oh mio Dio! “ ora il ladro stava quasi per svenire.
“Non cominciamo a pronunciare il mio nome invano , capito?”
“ Uh , scusate , Signore , ma non mi aspettavo di trovarla qui … “
“ E dove dovrei essere, se non a casa mia ? Comunque, poche storie ! Ti ho fatto una domanda precisa: che ci fai qui?” Quest’ ultima domanda fu profferita in tono talmente perentorio , che il povero ladro riprese a tremare.
La sua mente ritornava a quando era bambino , quando andava a messa ad ascoltare i predicozzi di Padre Pierino. Soprattutto una frase gli stava tornando alla memoria: Dio vede e sa tutto. Il ladro ora sperava ardentemente che Padre Pierino si sbagliasse.
“ Mah, nulla di che “ rispose “ mi trovavo a passare di qui e ho deciso di passare a trovarvi; sapete come vi sono devoto “
“ Ti trovavi a passare di qui ? “
“ Sì…”
“ Di notte ?
“ Embe’?”
“ E sei entrato rompendo una finestra?”
“ Le porte mi mettono ansia… Sapete, ho i nervi un po’ deboli”
“ Caro Ciro, non diciamo sciocchezze! Sia tu che io sappiamo bene che ci fai qui. Sei entrato per rubacchiare qualcosa , come fai sempre! “
Il ladro finì di perdere quel po’ di colore che gli rimaneva: “ come fai a sapere queste cose? Il mio nome ?”
“ Io sono Dio! Vedo e so tutto! “
Mannaccia a padre Pierino pensò il ladro
“ E non insultare i miei dipendenti! Non c’è cosa che mi faccia andare più in bestia! Allora, Ciro , è da un po’ che volevo parlare con te. Mi stai deludendo sai? Non si contano neanche più i peccati che hai combinato“
“ Perché cosa ho mai fatto di male?”
“ Be’ , tanto per cominciare, sei a rubare in chiesa, nella casa del Signore”
Il furfante decise di improvvisare:“ Rubare? Ma io non sono venuto che a prendere la mia parte!”
“ La tua parte ?” disse Dio, spiazzato.
“ Sì, la mia parte. I tuoi preti non stanno forse sempre a dire che siamo figli tuoi? Ebbene, visto che sei morto più di mille e seicento anni fa, voglio la mia parte di eredità! “
Dio non sapeva che dire :” L-la tua eredità?” ripeté attonito
“ Certamente”
“ E la vorresti da me , che sono padre tuo ? “
“ Sicuro!”
“ Be’ , se le cose stanno così forse è il caso che tu prenda qualcosa, effettivamente” ma la cosa non lo convinceva troppo
“ Vedi che cominci a ragionare ? Che poi tutta quelle storie sulla povertà di Cristo, “ beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli” , e poi tutto quel casino sul cammello e sulle crune degli aghi … e guarda che casa che ti sei acconciato!”
Dio si guardò intorno stupito, come se non avesse davvero mai visto quella chiesa in cui riposava da secoli e secoli . Era davvero una chiesa stupenda, di quelle col soffitto affrescato,tutta ori, stucchi, marmi e pietre preziose. “ Forse hai ragione. Credo che negli ultimi tempi mi sono lasciato un po’ andare”
“ A dir poco, mio caro “ ribatté il ladro, che cominciava a divertirsi ,“ A dir poco! Pensa che mentre tu eri qui a fregiarti delle tue ricchezze, noialtri lì fuori stavamo a crepare di fame! Insomma, sembra che ci hai un po’ dimenticati, ultimamente!”
“ E no! “ Si rinfiammò Dio “ E no! Credi di farmi fesso in questo modo? Meglio dimenticarsi in fretta di una progenie così! Con tutti i guai che mi andate combinando in giro “
“ Guai ? che guai?”
“ Sodoma e Gomorra, ad esempio! Ed il diluvio universale , perché pensi che ve l’abbia mandato? “
“ Ma quella è roba vecchia! Antidiluviana, come si suol dire! Mi pare tu serbi troppo rancore! Com’era quella storiella sul figliol prodigo? Il padre che perdona anche se il figlio ha dilapidato tutte le sue ricchezze. E guardati tu , invece! Forse sei tu che mi dovresti chiedere perdono!”
Dio era di nuovo senza parole :” Io devo chiederti perdono? Io a te?“
“ E chi senno’ ? Guarda come mi sono ridotto: sette figli affamati e una moglie lamentosa , il lavoro scarseggia, siamo in tempi di crisi, dopotutto. E poi c’è la suocera che vive a casa con noi, altra bocca da sfamare; per non parlare della scuola per i ragazzi, lo sport, le lezioni di violino per il piccolino. Sono tutte spese da affrontare da solo, sai? E ti permetti pure di rimproverarmi? Semmai ti dovresti scusare! Quale padre lascerebbe mai il proprio figlioletto e nipoti vari senza aiuto per così tanto tempo?”
“ Forse hai ragione : mea culpa…”
“ Bene, ed ora cosa hai intenzione di fare, ora , per farti perdonare?” fece il ladro
“Be’ ..”
“ Magari ,per cominciare, potresti regalarmi qualcosa dalla tua bella casa, non credi?”
“Ma… “ tentennò Dio
“ Guarda in quante ricchezze sei spaparanzato! “
“ E va bene prendi ciò che vuoi “ disse con voce abbattuta Dio, arrendendosi.

E fu così che il ladro se ne andò tutto contento e sghignazzante con un bel calice in oro tra le mani. Non era certo da tutti aver messo a tacere Dio il persona !

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