“We are happy” to be Neapolitan supporters

Stadio_San_Paolo

Siete mai stati tifosi del Napoli? C’è chi dirà “io lo sono da sempre”, chi invece “mai e poi mai!”, chi invece inneggerà al Vesuvio, e chi invece dirà “no, ma mi piacerebbe esserlo, anche solo per un giorno”. Ecco, a questa persona io dedico l’articolo, anche se dovesse essere solo UNA persona in mezzo al mare magnum dei calciofili, perché vorrà dire che è un po’ più intelligente della media nazionale che ormai ritiene Napoli il ricettacolo del peggio del peggio. Perché proprio il Napoli? Prima facile risposta: sono di Napoli e tifo Napoli. E grazie, direte. Seconda: ho tifato, tifo, tiferò Napoli sempre, comunque e dovunque. Stavolta niente grazie, questa risposta è un po’ meno scontata. Potreste pensare: “Ecco il solito predicone della serie “Io in Serie C c’ero”, “Io sono andato a Lanciano e Martina Franca” etc. etc. NO. Anche perché, praticamente parlando, non potevano essere tanti coloro a presenziare fisicamente in quei borghi apulo-abruzzesi nel lontano biennio 2004-2006, ed infatti io sono uno di quelli che NON c’era. Ma non divaghiamo, io intendo ben altro.

Per me essere tifoso del Napoli non è una scelta, né una necessità dettata dal bisogno di occupare un paio d’ore delle mie domeniche e, specie negli ultimi anni, pure un altro paio di ore di un giorno infrasettimanale a caso (meglio martedì o mercoledì però, capisc’ a mme), e neanche il bisogno di avere un argomento in più di cui parlare, così, senza troppa attenzione e voglia. Di nuovo NO. Essere tifosi del Napoli per un napoletano è di più, essere tifoso del Napoli per un napoletano vero è come respirare. Non te ne accorgi neanche, ma lo fai. Se vuoi, puoi interrompere il respiro, ma dopo pochi secondi, a meno che tu non sia un apneista, devi tornare a respirare. E per il Napoli è lo stesso: un tifoso vero del Napoli può dimenticarsi del Napoli uno, due giorni, magari il martedì e il mercoledì quando non ci sono le coppe, ma automaticamente dopo quei due giorni la testa e il cuore sapranno, anche nelle più banali azioni quotidiane, che la domenica o il sabato ce sta ‘a partit’. Non c’entra col fatto che De La cacci i soldi o meno, che Benitez metta Inler un po’ troppo spesso (mannacc’ a te Rafè), o che Higuain ten’ ‘nu poc’ e panzell’ (Pipita, meno mozzarelle!), non c’entra con niente.

La prova per capire come si è veramente tifoso del Napoli? La prova del tremolìo. Chi non ha mai provato almeno una volta nella sua vita da tifoso quella sensazione di tremore ogni volta che la squadra avversaria si avvicina alla porta azzurra? Io, da piccolo, sempre. Ora un po’ meno, un po’ perché sono cresciuto, un po’ forse perché, grazieaddela, siamo forti, e avere paura o timore anche del Sassuolo o del Livorno sarebbe un po’ infantile (intanto c’hanno tolto 2 punti a testa, direte). Ma nelle notti di Champions, maronn’ e che paura davanti ai vari Reus, Lewandowski ed Ozil.

Essere tifoso del Napoli è anche (permettetemi di scadere un po’ nel banale) girare per Napoli in una giornata di sole dopo una vittoria e vedere guaglioni dei bar, baristi, passanti ed annessi vecchietti da bar bazzicare insieme, parlare ed esaltare gesta di persone che manco conoscono e che elevano a dèi scesi in terra (in caso di vittoria) o che abbassano a scarsoni venuti da chissà dove (nel malaugurato caso opposto di sconfitta). Sì, perché il tifoso napoletano è assai, assai umorale, e non è un luogo comune. Si può passare tranquillamente da un “ma guard’ a ‘stu scem’ ‘e Insigne, chi se cred’ d’essere” al “marò quant’è forte stu piccirill’, è il nostro orgoglio” nel giro di pochi nanosecondi a seconda delle giocate, ad onor del vero assai altalenanti già di loro.

Al fantomatico e forse inesistente tifoso di cui sopra dico tutto questo, invitandolo a trascorrere una settimana ospite di un tifoso napoletano vero ( non tardo a sottolineare questo) e vedere come tifare Napoli sia a volte così naturale che ti scordi perché lo fai e non capisci, se ci pensi, perché esulti come un pazzo ad ogni gol del Napoli, come qualsiasi altra persona esulterebbe se gli venissero accreditati per sbaglio sul conto corrente cento milioni di euro. Ah, a proposito, ultimissima cosa: il vero tifoso napoletano è quello che alla domandaMa preferiresti lo scudetto del Napoli o vincere al superenalotto?” ci penserebbe, ripenserebbe, immaginerebbe nella sua mente a cosa potrebbe essere e alla fine, tornato sulla terra, risponderebbe: “Qual’era ‘a siconda scelta?

Renato Lorenzo Vitiello